Internet, il circo Barnum e i video virali

Su questo blog abbiamo spesso presentato video spoof che al contempo sono anche video virali [ad es. Aiutatemi a ritrovare la mia moto. Vero o fake? o Lady Gaga e l’ingrediente per un video virale].
Ora cerchiamo di fare il punto della situazione attorno a questo argomento partendo da un articolo dei Ninja in cui si elencano alcuni “fenomeni del Tubo che preparano i video da soli, senza consulenti e finanziamenti e si trasformano spontaneamente in VIP del World Wide Web“. Nel post ne vengono elencati alcuni tra cui Shane Dawson, Willwoosh, ClioMakeUp, Susy la truzza e Lamentecontorta; tra i commenti spuntano anche Tony Troja, Magibon e Mirkojax da Jacksonville. Personaggi che grazie a You Tube hanno riscosso enorme successo tanto da trovarsi ospiti di programmi televisivi, testimonial pubblicitari o,  addirittura, conduttori televisivi.
Nel raccogliere materiale per la scrittura di questo post e nel cercare di comprendere questi “fenomeni” il mio pensiero è andato più volte ad un personaggio storico vissuto nell’800 e ricordato come un circense statunitense: Phineas Taylor Barnum.
Secondo il mio parere, Barnum è stato il primo ad applicare consapevolmente tecniche di pubblicità non convenzionale allo scopo di attrarre spettatori al Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus, anche e soprattutto attraverso la diffusione di notizie fasulle.
Nel suo celebre circo ognuno poteva trovare qualcosa di divertente: in effetti i numeri e le attrazioni erano talmente vari che c’era davvero l’imbarazzo della scelta: nel 1835 presentò una donna di colore, Joyce Heth, come la ex nutrice del presidente George Washington, ancora in buona forma nonostante i suoi 161 anni dichiarati. Tra le altre sue attrazioni, si ricordano lo scheletro di Cristoforo Colombo e la sirena della isole Figi,  la sirena impagliata, mezza scimmia e mezzo delfino, con le foche letterate che si fingeva sapessero leggere, le immancabili donne  barbute o cannone specialmente sensazionali in quegli anni di fame, il cane tessitore che faceva funzionare un telaio, Chang ed Eng i gemelli siamesi.
Il principio era semplice, trovare persone “particolari”, magari scovate in qualche angolo del mondo [spesso anche con malformazioni corporee], ed esporle al pubblico raccontando una buona dose si falsità sulle loro origini in modo da farli apparire come casi unici ed eccezionali. Insomma, ne più ne meno dei Freakshow raccontati da David Lynch in Elephant Man.
Non riesco a togliermi dalla testa l’immagine di Internet come il grande circo Barnum del 2000, dove la visibilità è garantita a persone che esprimono il loro essere “particolare”, che fanno cose fuori dal comune, vere o finte che siano non ha importanza, il passaparola fa il resto.

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